ANDREA ARMAGNI


1967.

ESORDIO NELL' ARTE

Primi esperimenti fotografici amatoriali con soggetti umani e chiodi da tappezziere che si mettono  “contro”

CORTEGGIO LE IDEE MA CON LORO NON MI FIDANZO
A. Armagni

Il 1968 è l’anno della contestazione studentesca ed è l’anno di inizio della mia ricerca pittorica. Diciannovenne frequento le gallerie d’arte, l’avanguardia si chiama Arte Povera. Lavoro in agenzia Armando Testa e dipingo nei week end utilizzando come spazio la cantina di casa.

Pittura su legno/plexiglass

1970.

In questo decennio la protesta politica nei confronti dell'intero sistema sociale è materia di ricerca pittorica alternata da lunghe pause di riflessione

L'IDEA DA' INPULSO A VISUALIZZARE. VISUALIZZARE E' COPIARE L'IDEA
Anonimo

Sculture realizzate in polistirolo e smalto

1980

L’Arte Povera ha lasciato in me l’azzeramento di tutte le forme visive sin qui realizzate. Nel 1985 una raccolta di idee che nomino “APPUNTI” contiene lavori realizzati su carta, dove il movimento è superficie pittorica, l’immobilità è forza passiva.

Pittura su carta

 Dopo “Appunti” proseguo la ricerca sulla “Linea” che valuto “di partenza” impegnandomi a trovare relazioni, concetti e stati d’animo. Portando a compimento una “Linea d’arrivo” di forza, di equilibrio e movimento.

UN ARTISTA NON DEVE MAI SMETTERE DI ESSERE SINCERO
A. Armagni

LE LINEE PARALLELE ALL'ORIZZONTE DANNO L'ESTENSIONE. LE LINEE PERPENDICOLARI ALLO STESSO ORIZZONTE DANNO LA PROFONDITA'
P. Cèzanne

Pittura su tela

Senza titolo
Senza titolo
Senza titolo
Senza titolo

1990.

Le “Mappe mentali” sono paesaggi lavorati con gesso e grafite. Grandi tele che rappresentano: mari, monti e pianure verdeggianti che unite formano un ipotetico globo geografico inalterato. Successivamente produco una serie dedicata sempre alle Mappe mentali che chiamo “Rilievi”

Ipotetico globo geografico (insieme)​


"Rilievi"

Superficie emotiva

Insieme di alture (V)

Presenze curiose sui rilievi

Uscire dalle correnti

Paesaggio musicale per strumenti a pizzico

Guizzi gioiosi in limpida atmosfera

Stelle prive di luce sorvolate da frammenti luminosi

Nascita di un equilibrio superficiale

L'albero si trasforma in fiume, il mare è testimone

C'è qualcosa di mio in superficie

LA COMPOSIZIONE CONSISTE NEL METTERE INSIEME FORME, COLORE E DISEGNO. VENGONO SCELTE DA UNA NECESSITA' INTERIORE E FORMANO UN TUTTO CHE SI CHIAMA QUADRO
W. Kandinsky

In grado di sospendersi la vita
In grado di vedere

Scelgo fotografie selezionate sui giornali per arrivare alla pittura. Traduco immagini in segni, lineamenti e forme colorate, mantenendo le caratteristiche iniziali. Questa traduzione visiva prende il nome di “FOTOMORFOSI”.

Una rassegna sommaria che caratterizza la mia ricerca. Un effetto fluttuante, una dominante curiosa legata alla trasparenza della materia, la volontà di lasciare un segno. Siamo di fronte ad un’espressione artistica che non fa parte di correnti riconosciute: ciò può essere sinonimo di originalità? Segni che si corteggiano, stesure di colore che non si affannano ma scivolano sulla tela, sottili giochi di forze generatrici in evoluzione e crescita. Tutto è dovuto alla mia essenzialità visiva.

MI RITENGO QUALCUNO ALLA RICERCA DI NUOVE RISPOSTE CHE IN QUALCHE MODO ATTRAVERSANO QUESTO MONDO.
I. Miyake

"Sistema solare"

Pittura su carta

L'ARTE E' UNA FORMA DI VITA.
R. Wollheim


2000.

La specie umana costruisce oggetti creando un rapporto di utilizzo. La serie “OGGETTI DI USO QUOTIDIANO” è una ricerca sul legame formale tra gli oggetti. Quadri di grande dimensione su tavola in legno su cui è applicata una parte centrale dipinta e attorno una cornice  composta di mattonelle incastrate tra loro.

Tecnica mista su legno

Il lavoro sul corpo che ho nominato “DOLORE” visualizza l’intimismo del malessere della tristezza e della sofferenza. Le tonalità terrose sono attraversate da frammenti di carta applicata: la speranza. Questi quadri sono dedicati ad un amico esperto di arte, in ricordo delle nostre conversazioni sulla pittura e sugli artisti.

Pittura su Tela

E' INUTILE DIPINGERE ALBERI, DIPINGO CONCETTI.
F. Kupka

I miei cicli pittorici proseguono con chiara voglia di generare nuova espressività. 
“PARQUET” sono disegni che ricostruiscono parte dei listelli in legno del pavimento associati a colorazioni contrastanti.
“TENSIONI” sono quadrelle di sughero disegnate a olio con frammenti di carta applicata i cui dinamismi pittorici rimandano all’arte concreta. 
“SEMIOTICA” è lo studio visuale con riferimento alla corrente artistica lettrismo da me riproposta con spirito aspro, dal segno grafico designante l’attacco vocalico aspirato.  
“DUEANIME” sono segni in conflitto tra loro ma tornati in buona armonia. Una ricerca dai valori diversi, 
 tenuto conto dei lavori precedenti. 
“PAGINE DI USO QUOTIDIANO” sono pagine di giornale le cui immagini generano una ricerca pittorica. Parte delle opere sono pubblicate sulla rivista internazionale spagnola ROJO.

Pavimento a parquet (pittura su carta)

Tensione (pittura su sughero)

Semiotica (pittura su carta)

Dueanime (pittura su carta)

Pagine di uso quotidiano (pittura su carta)


2010.

IL COMPITO DELL'ARTE NON E' RIPRODURRE IL VISIBILE MA RENDERE VISIBILE L'INVISIBILE.
P. Klee

La serie “PATCHWORK” è composta da riquadri di cartoncino dalle diverse dimensioni uniti in un formato unico su cui ho applicato frammenti di carta bianca con l’intento di far coabitare linee rette con sfumature. Uno spazio vitale necessario allo sviluppo del dialogo fra loro.

Pittura su carta

“AUCELLUS” è una parola latina che significa uccello. Dal rivestimento di piume caratteristica degli uccelli è iniziata questa proposta creativa. Intervenendo sulla parte alta della piuma ho realizzato una testa di uccello con piccoli frammenti di carta. Abbinare visivamente due elementi particolarmente affini è operazione di “sintesi” ben più impegnativa di una classica rappresentazione dell’animale. Una capacità selettiva di sintesi che necessita qualità nel descrivere il “tutto” con “poco”.

Tecnica mista su carta

“IO SONO INFINITO” Cosa necessaria e principale è il “vuoto” centrale nel quadro perché solo in esso ci può essere movimento. Il vuoto ti permette di viaggiare in condizioni riservate mantenendo l’anonimato. Mentre i lati esterni del quadro rappresentano ciò che vogliamo lasciare per intraprendere il proprio tragitto interiore.

IL VUOTO NON E' IL NULLA MA UN CAMPO DI POSSIBILITA'.
L. K. Okakura

Collage su legno


2020.

Ho iniziato l’anno con questi piccoli formati. La superficie contiene, mediante pressione, l’impronta di un motivo grafico in leggero rilievo su materiale oro, argento e rame. Tecnica chiamata goffratura. Ho inserito su questo fondo in vibrazione luminosa una linea retta di colore nero a cui ho accostato un frammento di carta bianca per sviluppare attorno un movimento “cosmico”.

Collage su cartoncino

OGNI DIALOGO SULL'ARTE APPRODA AL PUNTO IN CUI NON SI SA DI CHE COSA SI STA PARLANDO.
M. Bense